Valle delle Regine


Deir el Medina La costruzione delle tombe Necropoli di Ta set neferu Storia della necropoli di Ta set neferu Testimonianze cristiane nella Valle delle Regine Tipologie delle tombe nella Valle delleRegine Tomba anonima n. 40 Tomba del principe Ahmès Tomba del principe Amon-her-khepeshef Tomba del principe Kha-em-uaset Tomba del principe Seth-her-khepeshef Tomba della regina Nebet-tauy Tomba della regina Tity Tomba incompiuta della regina Sat-Ra


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Valle delle Regine

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Sulla riva occidentale del Nilo, vicino a Luxor, l'antica Tebe, si estende la vasta area archeologica della Valle delle Regine, la grande necropoli che gli antichi egizi chiamavano Ta set neferu. Non lontana dalla Valle dei Re, la Valle delle Regine è ricca di antiche testimonianze che vanno dal Nuovo Regno fino all'età cristiana. I faraoni di età ramesside scelsero questo luogo per costruire le loro tombe, poichè lo ritenevano sacro, la valle è dominata dal Monte el-Qurn, personificazione della dea Mert-seger, protettrice della necropoli. Un'altra divinità a cui era affidata la protezione del sito era la dea Hator che si manifestava nella Grotta-Cascata, situata al confine della valle.

Il Monte el-Qurn, chiamato dagli egizi "la Cima" o "La Grande Cima", oggi nota anche come Cima Tebana, rappresenta la sede della dea Mert-seger, indicata negli antichi testi come "Colei che ama il silenzio" e rappresentata come una donna con testa di serpente cobra.
Al confine della Valle delle Regine, la Grotta-Cascata è l'altro punto sacro, segnato dai numerosi graffiti in ocra rossa e nero, dedicati al culto della dea Hator, la "Vacca sacra", e risalenti al Nuovo Regno. Nella religione egizia la dea Hator presiede alla rinascita solare dei morti e la cascata probabilmente era considerata come un segno divino. Era vista come una sorgente soprannaturale, che si generava solo in occasione delle piogge, faceva nascere il fiume che attraversava la valle e a volte allagava la zona. Questo fenomeno naturale era considerato un segno celeste, immagine simbolica del ventre della "Vacca Divina". Secondo l'antica religione le necropoli erano quindi sorvegliate e protette dalle due divinità.

La Valle delle Regine si allarga in direzione est-ovest, in un'area rocciosa di circa 450 chilometri e comprende uno straordinario complesso archeologico. La lunga serie di esplorazioni e ricerche che si sono susseguite a partire dalla Spedizione Napoleonica del 1798 ad oggi hanno permesso di offrire ai visitatori di tutto il mondo la visione di monumenti di grande bellezza e ricchezza culturale.
Dopo le prime scoperte dell'800, tra cui quelle della Spedizione Franco-Toscana di Champollion e Rosellini del 1826, che ha riportato alla luce le bellissime tombe delle regine  Tity, Isi, Nebet-taui, Merit-amon, Bentanta e Duat-et-tipet, è seguita, agli inizi del '900, la Missione Archeologica Italiana, guidata da Ernesto Schiaparelli e Francesco Ballerini, culminate con la clamorosa scoperta della Tomba di Nefertari.  Le indagini archeologiche sono state riprese negli anni '70 dal gruppo franco-egiziano di archeologi del Centro Nazionale di Ricerca Scientifica e dell'Organizzazione delle Antichità Egizie, ma gli scavi hanno continuato anche in seguito e le ricerche sono ancora in corso.
In questa zona è stata via via riportata alla luce una necropoli immensa, con oltre un centinaio di ipogei e tombe sia reali che private, di differenti tipologie, e che vanno da quelle risalenti alla XVIII dinastia fino alle tombe dipinte della XX dinastia. Le tombe più antiche della Ta set neferu risalgono alla XVIII dinastia, agli inizi del Nuovo Regno e furono destinate quasi esclusivamente ai "figli di re", principi e principesse reali, solo raramente si trovano sepolture di alti dignitari di corte, molto vicini al faraone. Gran parte di queste sepolture sono pozzi funerari privi di ornamenti con una o più camere sepolcrali, a seconda del numero degli infanti appartenenti alla stessa famiglia.
Nonostante ciò, numerosi sono anche i reperti ritrovati nei corredi funerari, che comprendono oggetti di vita quotidiana, oggetti di culto e opere d'arte ora conservati nei più prestigiosi musei del mondo. Facevano parte del corredo funerario i canopi, vasellame, statuette sacre dette "ushabti", mobili in legno, abiti, ornamenti personali, alimenti e giochi, come ad esempio la sernet, una specie della nostra dama. Numerosissimigli oggetti, le opere d'arte e le mummie reperiti dagli scavi, alcuni dei quali particolarmente preziosi, oggi conservati nei più prestigiosi musei del mondo.
Presso le necropoli nella Valle delle Regine si trova anche il villaggio di Deir el-Medina, una rara testimonianza di urbanistica e di architettura civile del Nuovo Regno, in cui sono ancora visibili le mura di cinta, le strade, le abitazioni e persino il posto di guardia dell'antica polizia del faraone. Nei pressi del villaggio si trova il Santuario rupestre del dio Ptah e della dea Mert-seger.
Ad alcuni resti romani  si aggiungono anche importanti reperti di età cristiana, in particolare i resti dell'antico monastero di Deir Rumi e le numerose celle dei monaci eremiti, scavate nella roccia.

Per la ricchezza e l'eccezionale qualità artistica, la Valle delle Regine rappresenta uno dei siti archeologici più famosi del mondo, oggetto ancora oggi di ricerche e studi.

A. Cocchi


BIbliografia.

C. Le Blanc, A. Siliotti e prefazione di M. I. Bakr. Nefertari e la Valle delle Regine. Giunti, Firenze, 2002
A. Gabucci (a cura di), A. Fassone, E. Ferraris. Storia dell'architettura. Egitto.  Gruppo Editoriale l'Espresso. Bergamo, 2009
AA.VV. La Storia dell'Arte. Le prime civiltà. Electa editore. Milano, 2006
AA.VV. Egitto. Archeologia e storia. Vol. I Folio editrice
G. Cricco, F.P. Di Teodoro Itinerari nell'arte. Vol. I. Zanichelli editore, Bologna 2003
E. Bernini, R. Rota Eikon. Guida alla storia dell'arte. Vol.I. Editori Laterza, Bari, 2005
M. D. Appia Egitto. L'avventura dei Faraoni fra storia e archeologia. Fabbri Editori, I fasc.
F. Negri Arnoldi Storia dell'arte vol I. Gruppo editoriale Fabbri, Milano 1985
P. Adorno, A. Mastrangelo Arte. Correnti e artisti. Vol. I. Casa editrice G. D'Anna, Firenze 1994
N. Frapiccini, N. Giustozzi. La geografia dell'arte. Vol.1 Hoepli editore, Milano 2004
S. Pernigotti Gli artisti nell'antico Egitto Dossier in Archeo. Attualità del passato. anno XVII n.1 (191) gennaio 2001
www.francescomorante.it
www. Grandeportale-artecultura.it

 

 

Approfondimenti:Valle delle Regine, necropoli, tomba, archeologia, egittologia.

Stile:Arte egizia.

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Il Monte el-Qurn, la "Grande Cima" o "Cima Tebana", personificazione della dea Mert-seger. Luxor, Valle delle Regine


Nefertari.Dett. 1250 a. C. ca. Rilievo dipinto. Tomba ipogea della regina Nefertari. Tebe Ovest. Luxor, Valle delle Regine


Veduta di alcune tombe nella necropoli di Ta set neferu


Ingresso della Tomba di Amon-her-khepeshef. XX dinastia. Valle delle Regine, Luxor Fonte: C. Le Blanc, A. Siliotti e prefazione di M. I. Bakr. Nefertari e la Valle delle Regine. Giunti, Firenze, 2002



 

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