Van Gogh


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I ritratti nascosti

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Il ritratto femminile nascosto sotto il ritratto di Agostina Segatori di Van Gogh

Il ritrovamento negli anni passati di questo ritratto femminile sotto F370 JH1208 pone degli interrogativi inquietanti circa la sua attribuzione a Van Gogh.
Si può notare subito che il ritratto nascosto è più convenzionale nello stile e che la persona ritratta sotto è molto più giovane della persona ritratta sopra. Potrebbe essere databile attorno al 1860,all’epoca in cui la Segatori posava da modella sia per Corot che per Jean-Léon Gérome, Edouard Maneted Edgar Degas. Quindi non c’è un ripensamento, e forse si tratta di due persone diverse fra di loro lontane nel tempo. Se però accostiamo il ritratto nascosto a due ritratti degli anni attorno al 1860/70, eseguiti da Jean Baptiste Camille Corot alla sua modella preferita dell’epoca Agostina Segatori, ad uno di Edouard Manet del 1860, ad un disegno di studi di Degas e ad un altro dipinto di Jean-Léon Gérome, dove un classicheggiante diadema di piccole foglie è riscontrabile pure dai raggi x nel dipinto nascosto, non possiamo non rimanere colpiti dalla grande somiglianza.
Allora a cosa possiamo trovarci di fronte?
Almeno  a tre ipotesi:

- a un ritratto di Corot oppure di Jean-Léon Gérome coperto da Van Gogh con un altro dipinto, con il consenso della Segatori? Non sembra probabile, perché Vincent aveva un grande rispetto del lavoro degli altri pittori di valore, sebbene non apprezzasse molto i cosiddetti pittori pompiers, di cui Gérome era un capofila.

-a un abbozzo di ritratto fatto da un pittore secondario (la Segatori ebbe molti amanti e tra questi prediligeva gli artisti) che glielo aveva lasciato e che lei aveva dato a Vincent?

- Per ultimo Van Gogh, per accontentare la Segatori, avrebbe potuto copiare da una stampa o da una fotografia di uno dei quadri di Corot o di Gérome il busto della donna da giovane, che poi, non piacendo ai due è forse stato rifatto al vero.

L’enigma è accattivante e merita un supplemento di indagine, che sottopongo fin d’ora ai curatori del museo Van Gogh.

 

Il ritratto sotto al parco

 


Van Gogh. Ritratto emerso ai raggi X sotto al dipinto: Persone che passeggiano in un parco (1886), Olio su tela, 37,5 x 45,5 cm

 

Non è un autoritratto il dipinto nascosto sotto Una vista di un parco parigino del 1886 di Van Gogh, esposto in questi giorni ad Amsterdam. A sostenerlo è Antonio De Robertis, milanese, uno dei più attenti studiosi del maestro olandese, di cui è in distribuzione nelle librerie proprio in questi giorni un libro intitolato Van Gogh, le opere disperse, edito da Ilisso, scritto insieme a Matteo Smolizza. Si tratta di un catalogo di circa 1000 lavori chelo stesso Van Gogh dice di aver eseguito e che non si sono mai trovati. Seguendo una metodologia consolidata nel suo catalogo, che ha permesso di riportare alla luce circa venti opere del maestro, nascoste sotto altri dipinti, De Robertis ha verificato che la testa di uomo emersa ai raggi x potrebbe essere lo studio indicato al n. 278 del suo libro, dipinto ad Anversa nel dicembre 1885, pochi mesi prima di quello sovrapposto, ma sicuramente non un autoritratto.

 


Van Gogh. Persone che passeggiano in un parco (1886), Olio su tela, 37,5 x 45,5 cm

 

In effetti Van Gogh nel marzo 1886 decise all’improvviso di lasciare Anversa e di recarsi a Parigi, dal fratello Theo. E’provato che si portò dietro alcuni dipinti, che coprì poi con altre opere. E’invero anche provato che nei mesi successivi realizzò ben otto autoritratti, considerati studi, ma tutti con una caratteristica peculiare: furono realizzati sul retro di vecchi dipinti del periodo olandese, nature morte e teste di contadini, che aveva spedito precedentemente al fratello. Indice anche delle scarse disponibilità economiche o del desiderio di non essergli di peso. E’ quindi improbabile che Vincent abbia fatto su una tela nuova un tentativo di autoritratto, che peraltro all’evidenza non sembra neanche essere di sua mano, ne manca la forza del segno. La studiosa che ha fatto la scoperta dice poi che la tela del dipinto è stata fabbricata a Parigi. Questo di primo acchito non vuol dire che non abbia potuto essere stata commercializzata altrove, dove l’opera può essere stata eseguita. Ma poniamo pure che il ritratto sia del periodo parigino: a De Robertis il soggetto ripreso parrebbe nel caso essere il pittore Emile Bernard, conosciuto da Van Gogh presso la bottega de Père Tanguy nel 1886, e col quale si stabilì immediatamente un sodalizio, durato fino alla partenza di Vincent per Arles nel febbraio 1888, continuato poi fino alla morte per via epistolare. Lo stesso Bernard nelle sue memorie apparse nel 1911 dichiarava che i due amici avevano iniziato a farsi reciprocamente i ritratti, senza mai portarli a termine, anche a causa di un litigio tra Van Gogh e il padre di Bernard,che osteggiava la vocazione alla pittura del figlio.Ma leggiamo direttamente un passaggio interessante dei ricordi di Bernard: ”Vincent veniva spesso a trovarmi nello studio di legno che mi ero costruito nel giardino dei miei genitori ad Asnières. Fu lì che facemmo insieme un ritratto di Tanguy; egli iniziò anche un mio ritratto, ma allorché ebbe una lite con mio padre, che non voleva ascoltare i suoi consigli sul mio futuro, si infuriò tanto che lasciò il mio ritratto com’era e prese sotto il braccio il ritratto di Tanguy con la vernice ancora umida. Poi se ne andò senza guardare indietro una volta e non mise più piede in casa nostra. Da allora fui io a visitare il suo appartamento in rue Lepic 54, dove vivevano i fratelli”. Potrebbe questo essere l’abbozzo di Van Gogh fatto a Bernard oppure quello di Bernard fatto a Vincent, oppure addirittura un abbozzo di autoritratto lasciato da Bernard a Van Gogh?. Quasi certamente non è un autoritratto di Van Gogh.

Altre notizie sul sito in allestimento www.vangoghiamo.altervista.org, su www.vangauguin e su Geometrie fluide

 

A. De Robertis

 

Approfondimenti:Van Gogh, ritratto, Agostina Segatori, .

Stile:Postimpressionismo, Ottocento.

 



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Ritratto di giovane donna nascosto sotto F370


Vincent Van Gogh. Donna al 'Café du Tambourin' (Ritratto di Agostina Segatori). 1887. Olio su tela. (F370). Amsterdam, Rijksmuseum Vincent Van Gogh



 

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