Van Gogh


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Il tema agreste

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Nella seconda metà dell'800 il tema agreste è molto alla moda nei salons ufficiali. È molto richiesto dalla borghesia cittadina che vive una specie di ''nostalgia'' verso una figura del contadino che sta scomparendo.
L'industrializzazione ha portato il trasferimento in massa dalle campagne alle città. Gli ex contadini ora sono operai, magari già organizzati in sindacati.
La borghesia cittadina vive questi cambiamenti con un senso di angoscia: teme di perdere gli antichi valori legati alla vita dei campi, a una civiltà patriarcale, semplice, ingenua, sottomessa.
Per reazione, questa paura alimenta un vero e proprio ''mito agreste'' che ha una dimensione europea e rafforzato molto dalla letteratura contemporanea. C'è anche una forte ripresa dei testi classici, dove questo tema è presente, dagli autori greci ai latini, alla Bibbia.
Il pubblico dei salons è sensibilissimo a questo genere di rappresentazioni molto idealizzate, dove il contadino diventa un simbolo, un emblema che rinvia al mito dell'origine della civiltà.
Vengono evidenziate le componenti folkloristiche e pittoresche. Soprattutto i costumi dei contadini italiani piacciono di più. Ne sono un esempio opere come Ruth  di Francesco Hayez, del 1835,  il Ritratto di Vittoria Caldoni di Friedrich Overbech del 1821.
Van Gogh, grazie alla sua attività presso la casa d'arte Goupil, conosce benissimo questa situazione, accanto a queste raffigurazioni accattivanti, piacevoli, sa che esistono le opere dei realisti, anche spietati come il Courbet  del Funerale a Ornans,  del 1849 (al Louvre) opera consideta scandalosa, per la rozzezza delle figure, ma soprattutto perchè considerato un quadro troppo ''vero'' e troppo coinvolgente (è anche molto grande con figure a grandezza naturale).
Van Gogh conosce anche le opere di Millet, un altro realista che realizza l'Angelus del 1858-59, sempre al Louvre, e da cui trae una copia in un suo disegno a matita, gessetto e acquarello del 1880.
Durante il suo soggiorno a Etten, in campagna, realizza molti disegni con contadini al lavoro sostenuto  dalla volontà di cogliere la verità. Un esempio è il Seminatore del 1881, fino al capolavoro conclusivo di questa fase: I mangiatori di patate.

L'amore per la natura si incontra spesso nell'opera di Van Gogh. I paesaggi di campagna o il bosco, sono temi consueti nella sua produzione iniziale, come si nota in Al limite del bosco sempre dell'81, o nello Studio di albero dell'82.  Ma la natura è protagonista soprattutto nelle spelndide vedute del periodo di Arles e nelle ultime opere del soggiorno di Auvers.

A. Cocchi



Bibliografia e sitografia

AA.VV. Moduli di arte - E - Dal neoclassicismo alle avanguardie. Electa - Bruno Mondadori, 2000
AA.VV. Vincent Van Gogh. Arnoldo Mondadori Editore/ De Luca Editore, Milano 1988
P. Lecaldano L'opera pittorica completa di Van Gogh e i suoi nessi grafici. Voll1 e 2. Classici dell'arte Rizzoli, Milano 1966
A. Bluhm Van Gogh tra antico e moderno. Dossier Art Giungi, Firenze 2003
G. Mori. Impressionismo, Van Gogh e il Giappone. Dossier Art Giunti, Firenze 1999
R. De Laeuw Van Gogh. Dossier Art Giunti, Firenze 1988
G. Cricco F.P. Di Teodoro. Itinerario nell'arte. Vol 3. Dall'età dei lumi ai giorni nostri. Zanichelli editore, Bologna 2005
Dorfles, F. Larocci, A. Vettese. Storia dell'arte. Vol. 3. L'Ottocento. Istituto Italiano Atlas Edizioni. Orio del Serio 2008
La Nuova Enciclopedia dell'Arte Garzanti, 1986

 

Approfondimenti:campagna, contadino, terra.

Stile:Postimpressionismo.

 



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Jean Francois Millet. Le spigolatrici. 1857. Olio su tela cm. 84X111. Parigi, Musée d'Orsay


Francesco Hayez. Ruth. 1835. Olio su tela. cm. 139X101. Bologna, Collezioni Comunali d'Arte Antica






 

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