Vuolvinio


Altare d'oro di Sant'Ambrogio Lato anteriore: le Storie di Cristo Lato posteriore: Storie di Sant'Ambrogio Lati minori: le croci Le reliquie nell'altare Sant'Ambrogio


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Lato anteriore: le Storie di Cristo

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Il lato anteriore dell'Altare di Sant'Ambrogio, in oro, è rivolto verso i fedeli e diviso in tre pannelli in cui quelli ai lati sono di uguale grandezza mentre quello centrale è di poco più largo.

Il pannello centrale contiene una grande croce detta clipeata, la quale presenta al centro, in un ovale, il Cristo definito Pantocratore cioè “signore di ogni cosa” seduto in trono e circondato da astri stilizzati. In corrispondenza dei bracci, figurano i simboli apocalittici del tetramorfo (letteralmente dal greco quattro-forme) ovvero dei quattro Evangelisti (in alto l'aquila equivalente a Giovanni, a sinistra il leone per Marco, a destra il bue di Luca e in basso l'angelo immagine di Matteo).
I quattro pannelli d'angolo sono occupati dalle raffigurazioni a gruppi di tre degli apostoli.

I due pannelli laterali presentano sei riquadri ciascuno. Vi sono raffigurate le Storie di Cristo. La disposizione di queste scene inizia sul lato sinistro, nell'angolo in basso esterno e prosegue in colonna verso l'alto, per poi riprendere in basso nella colonna successiva. La lettura prosegue nello stesso e identico modo sul lato opposto. Le scene sono disposte così per un motivo ben preciso, infatti, l'osservatore è obbligato a guardare inevitabilmente anche verso la croce al centro, simbolo di Salvezza per eccellenza. La narrazione dell’episodio in genere termina in ciascuna formella, ed è interessante far notare come alcune scene siano state scelte apposta per ribadire la natura umana e al contempo divina del Cristo, in opposizione all'arianesimo, contro cui in quegli anni lottava proprio Angilberto, il vescovo committente dell'opera.
Generalmente attribuito ai cosiddetti Maestri delle Storie di Cristo, il frontone anterioredell'altare rivolto ai fedeli uno stile unitario, tanto da aver fatto inizialmente pensare ad alcuni studiosi che fosse stato un solo allievo di Volvinio ad aver scolpito questa facciata. Ma, in seguito a recenti restauri e analisi più approfondite, ora si è completamente sicuri del fatto che più mani abbiano preso parte alla sua creazione. Questo stile poi, è molto più vivace e narrativo, i tratti sono più mossi e pittorici; forse questi maestri furono meno abili, ma si interessarono maggiormente a esprimere anche il meno significante particolare. Il racconto infine, si svolge alquanto serratamente, è pieno di personaggi e la luce e i loro movimenti nervosi suscitano un senso di inquietudine, lontanissima dalla visione serena e distesa di Vuolvinio, che ha realizzato la parte posteriore.
Questa parte anteriore interamente in oro, con le Storie di Cristo, è stata per questi motivi sicuramente creata da artisti di ascendenza bizantina.
Al contrario di Volvinio, di cui si ignora la provenienza, per questi Maestri delle Storie di Cristo non vi è alcun dubbio sulla loro origine che è certamente lombarda. Tale certezza viene ricavata dalla grande varietà di influssi che si riscontrano nei diversi pannelli del frontone anteriore, appartenenti a correnti stilistiche già diffuse in questa regione.
Però si è anche notato che tali maestri rivelano una cultura figurativa molto più ampia, le scene sono infatti divise in modo assai complesso, come nei modelli tardo-antichi individuabili anche negli affreschi del Monastero di San Giovanni a Müstair. Le finte architetture, gli elementi paesistici, le vedute a volo d'uccello e la mimica molto marcata, sono elementi che si possono riscontrare anche negli affreschi della cripta di Saint-Germain d'Auxerre. Il vivace senso delle narrazioni che emerge dalle scene, ricorda quello delle miniature della scuola di Reims.  Ed infine gli elementi grotteschi, le fisionomia stravolte (come quelle dei mercanti nella Cacciata), e gli effetti fin troppo naturalistici delle rocce o di dettagli (come la capanna del cieco nella Guarigione), sono presenti nella miniatura di Costantinopoli, capitale dell’impero bizantino.

L. Cenni (alunno del Liceo Classico Monti, Cesena)


Bibliografia

Gricco, F. Di Teodoro Itinerario nell’arte, vol. 2. Zanichelli editore, 2006
Enciclopedia Encarta® 2006
Enciclopedia Finson® 2006
Enciclopedia multimediale Wikipedia® 2009
Enciclopedia Wikipedia-exa® 2007-2008
Enciclopedia Treccani® multimediale 2009
Enciclopedia Sapere® multimediale 2009 

 

Approfondimenti:Vuolvinio.

Stile:Arte Carolingia.

Per saperne di più sulla città di: Milano

 



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Vuolvinio e collaboratori, Altare di sant’Ambrogio, particolare della vita di Cristo. Frontone anteriore. Le pietre preziose abbelliscono le cornici.


Vuolvinio e collaboratori, Altare di sant’Ambrogio, 835. Frontone anteriore intero, 85×220×122 cm. Parte anteriore dell'altare (IX secolo).


L'Altare di Sant'Ambrogio, Legno dorato, Milano

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