Zandomeneghi


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Il risveglio

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Il momento su cui si sofferma Zandomeneghi in questo quadro è quello del risveglio di una giovane donna. Essa, ritratta da tergo, si è appena svegliata e, seduta su una poltrona, si stiracchia dolcemente. Entrambe le braccia sono tese verso l'alto, con le dita che si afferrano, mentre il volto si strofina contro la spalla destra. Indosso la candida figura ha ancora la camicia da notte ma si sta accingendo a scegliere il vestito della giornata. Sullo sfondo, infatti, vediamo la cameriera che ha aperto l'armadio e vi sta guardando dentro. Il tono della rappresentazione è tranquillo, sereno, quasi pervaso dal torpore mattutino.
 Il pittore è sapiente nel porre l'attenzione sulla ragazza e nel far sì che la scena "esca" quasi dal quadro, dirigendosi verso colui che guarda. Gli elementi che caratterizzano e costituiscono lo sfondo hanno la funzione di coinvolgere lo spettatore, avvicinandolo quanto più possibile alla scena. La visione viene chiusa dalla parete in fondo alla stanza. L'occhio non potendo uscire da questo spazio ristretto, ritorna verso il primo piano, guidato dall'anta aperta dell'armadio, dal comò con lo specchio fino all'angolo del letto di cui si intravvede la coperta blu. Fa da richiamo visivo anche il tendaggio azzurro sul lato opposto.
Tutto è predisposto per ottenere un coinvolgimento emotivo. Anche il colore contribuisce a questo ed è steso mediante il pastello a tecnica striata. E' così che su qualsiasi oggetto possiamo vedere tantissime linee, una affiancata all'altra, come un fitto tessuto di segni, che cocostruiscono le forme e i volumi degli oggetti.
Osservando questo quadro, possiamo, ancora una volta, riscontrare le peculiarità del pittore veneziano. Ha riproposto nuovamente un soggetto da lui prediletto, la donna. Viene sorpresa dall'occhio curioso ma non indiscreto dell'autore, che la trova immersa in un contesto privato, intimo ma anche innocentte, nella sua spontaneità. E' proprio questa l'immagine che Zandomeneghi vuole dare del gentil sesso: un essere sofisticato, sensuale ma allo stesso tempo casto. Non vi è nulla di volgare in lei, nonostante il soggetto sia in camicia da notte, e allo stesso tempo è in grado di ammaliare con le sue flessuose movenze. Ancora una volta Zandomeneghi ci permette di entrare, anche se solo un momento, all'interno della sfera  privata della giovane e cerca, per quanto possibile, servendosi ora della struttura compositiva ora del tema, di renderci partecipi.

C. Ceccaroli


Bibliografia:

G.Mazzotta, "Zandomeneghi", Nuove edizioni Gabriele Mazzotta, 1988
G. Cricco, F.P. Di Teodoro, "Itinerario Nell'Arte" vol.4, Zanichelli, 2006


 

 

Approfondimenti:Zandomeneghi, donna, interno.

Stile:Impressionismo.

 



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Federico Zandomeneghi, L'Amico Fedele, 1874 ca. Olio su tela, cm. 46 x 55, Collezione Privata, Milano



 

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