Raffaello


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Madonna Esterhazy

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Madonna di Esterhazy

Bibliografia

 

Fondamentale per Raffaello è la sua formazione urbinate, sulle orme di Piero della Francesca, basata sulla prospettiva e un rigore cristallino della composizione a cui fanno seguito alcuni anni con discepolo di Perugino.

Tra il 1504 e il 1508 è a Firenze dove dipinge quasi solo madonne col bambino e ritratti; si tratta di una serie di variazioni sul tema sempre più complesse. Raffaello non copia mai, le sue sono sempre delle rielaborazioni molto personali, una lettura un intreccio tra i modelli da cui attinge e la propria sensibilità.
La Madonna Esterhazy si colloca proprio alla fine di tutto il percorso formativo di Raffaello, opera con cui conclude la sua formazione a venticinque anni e si appresta ad entrare nella sua maturità artistica.
In quest’opera sono presenti tutte le principali influenze di quegli anni fiorentini: lo studio dell’antico e la lezione di Leonardo e Michelangelo, intenti nella realizzazione degli affreschi della Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Vecchio.

C’è memoria dell’Afrodite di Doidalsa, studia Michelangelo per la sua capacità di creare dei blocchi di figure ma anche e soprattutto Leonardo per la morbidezza della posa e il senso di rotazione della figura; parte da un modello leonardesco (il richiamo più evidente per la struttura piramidale e i due bambini è la Vergine delle Rocce oggi conservata al Louvre) allontanando un po’ le figure in secondo piano in modo da enfatizzare il gruppo di tre personaggi strettamente collegati tra loro. Le tre figure compiono rotazioni reciproche e hanno come perno la complicata posa della Vergine, la quale è caratterizzata da un’anatomia così avvitata da esser quasi manieristica, anche se qui il manierismo viene risolto in modo naturale e non esasperato come avverrà successivamente nelle opere proprie di quel periodo. Seppur trattandosi di una posa complessa e virtuosistica il tutto è molto naturale e spontaneo grazie ad una resa rilassata e semplice, così come risultano fluide le relazioni tra i personaggi e lo spazio circostante.

l pittore e trattatista Giovanni Paolo Lomazzo è il primo a ricordare come Raffaello riusciva essere intricato nei suoi disegni di contorno ma ottenendo una grande grazia.
L'ipotesi più diffusa prevede che sia stata realizzata durante l’estate del 1508 quando Raffaello decise di trasferirsi per entrare nel cantiere del Vaticano; iniziata a Firenze e proseguita a Roma dove realizza la veduta di fondo del Foro romano, non un generico riferimento all’antico ma una precisa veduta dal vero. L’opera risulta incompiuta per l’evidente disegno sottostante e lascia supporre che non fosse mai stata destinata ad uno specifico committente
Della Madonna Esterhazy non sono pervenute tracce documentarie o citazioni antiche ma solo il disegno preparatorio conservato al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi; compare nella storia solo all’inizio del Settecento come dono del Papa Clemente XI alla futura imperatrice Elisabetta Cristina di Brunswick-Wolfenbüttel probabilmente in occasione della sua conversione al cattolicesimo. Nel 1983 venne rubata a Budapest e ritrovata in un convento dismesso in Grecia.


F. Gaido

 

 

Bibliografia

 

S. Zuffi, Raffaello. La Madonna Esterhàzy, Cataloghi di arte antica, Editore Skira, 2014

P. De Vecchi, M. Prisco L'opera completa di Raffaello in Classici dell'arte Rizzoli, Milano 1966

 

 

Approfondimenti:Madonna Esterhazy, Raffaello, Federica Gaido, .

Stile:Cinquecento.

Per saperne di più sulla città di: Budapest

 



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Raffaello. Madonna Esterhazy. 1508 ca. Olio su tavola, cm. 29x21.5. Museo delle Belle Arti,  Budapest





 

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